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  • 28 Giugno 2021

Guida completa a Google Analytics 4

Guida completa a Google Analytics 4

Guida completa a Google Analytics 4 512 342 3rdPlace

Ormai da anni Google Analytics è nel cuore di ogni seria strategia di internet marketing. Monitorare i dati relativi al proprio sito web e più recentemente alla propria app è cosa assolutamente fondamentale se si vuole impostare una strategia che abbia una qualche speranza di successo. A partire dalla sua prima versione Google Analytics si è grandemente evoluto, come è giusto seguendo l’evoluzione del web, dell’ecommerce e dell’internet marketing. La nuova versione, che va a sostituire l’attuale Universal Analytics, è stata lanciata dopo un periodo di beta il 14 ottobre scorso e va sotto il nome di Google Analytics 4.  

Quest’ultima versione di analytics in realtà non è una semplice evoluzione, introduce delle novità piuttosto dirompenti, che bisogna considerare attentamente nel momento in cui si decide di passare da Universal Analytics a Google Analytics 4. Il consiglio è di non fare subito la transizione con la o le proprie properties principali, ma di continuare ad utilizzare Universal Analytics per un poco e nel frattempo installare Google Analytics 4 su una property secondaria o ad hoc per impratichirsi e capire se fa al caso proprio. Vediamo intanto quali sono le principali novità introdotte da Google Analytics 4.

Tutto è evento

La principale novità di Google Analytics 4 è il radicale cambio di prospettiva: mentre Universal Analytics era focalizzato soprattutto sulle informazioni utente Google Analytics 4 si concentra sulle interazioni e sui comportamenti. Il data model è incentrato sugli eventi e non più sui dati relativi alle singole sessioni, per cui qualsiasi cosa (dalle page views alle transazioni, dalla visualizzazione di una schermata al login) diventa semplicemente un “evento” (che ovviamente si può dettagliare ed affinare). L’obiettivo dichiarato di questo cambiamento è di allineare ciò che si può fare con il nuovo sistema di tracciamento alle necessità del marketing, ottenendo delle metriche più immediatamente e facilmente utilizzabili.  In GA4 ci sono quattro tipi di eventi: gli eventi raccolti automaticamente, gli eventi di misurazione migliorati (enhanced measurement events) gli eventi raccomandati e gli eventi custom.

Gli eventi raccolti automaticamente come dice il nome vengono registrati automaticamente dal momento in cui GA4 viene implementato. Sono gli eventi base, come lingua, inizio sessione, browser e sua risoluzione, localizzazione.

Gli eventi di misurazione migliorati vanno invece configurati e sono le classiche metriche cui eravamo abituati, ma possono essere personalizzati a seconda delle proprie necessità. Fra i principali troviamo download, ricerche, pageview e scroll.

Gli eventi raccomandati sono eventi che non sono attivati di default ma che Google consiglia per un’analisi più fine. Fra questi troviamo i dati relativi a login, condivisioni, acquisti, richieste di rimborso, selezione del testo.

Infine gli eventi custom sono completamente da configurare, senza parametri predefiniti e sono quindi totalmente personalizzabili.

Tracciare gli utenti rispettando la privacy

Come sappiamo è ormai sempre più difficile tracciare un utente seguendolo nei suoi spostamenti fra siti web e app. Il ban dei cookie di terza parte e il rifiuto da parte degli stessi utenti a concedere la registrazione dei cookie relativi al loro comportamento rende la vita quasi impossibile a chi con le tecniche tradizionali vuole operare analisi sui propri utenti. Google Analytics 4 cerca di risolvere questa impasse basandosi sempre più fortemente su tecniche di machine learning. In altre parole se i dati sono (necessariamente) incompleti, si possono inferire le informazioni che servono partendo dai dati che si hanno, tramite sofisticate tecniche predittive. In questo modo GA4 è in grado di fornire degli insight automatici, di individuare delle tendenze, anche di fare delle ipotesi su a quali utenti è più vantaggioso rivolgersi. 

Approccio multi piattaforma 

In una prima fase GA4 si chiamava Google App + Web, a indicare che poteva tracciare lo stesso utente indifferentemente sia che questo si trovasse su una property web o su un’app. Questo è un grande cambiamento ed è un altro segnale, insieme alla succitata massiccia adozione del machine learning, che Google sta cercando di adeguare il proprio sistema di tracciamento alle mutate esigenze. Si cerca di fornire una visione dell’utente cross-channel e completa, che permetta di trarre dati utili da tutte le sue interazioni, paradossalmente anche se non si riesce, o non si può, identificarlo esattamente.

Conservazione dei dati 

GA4 ha ridotto notevolmente il tempo di conservazione dei dati, che è passato (a seconda delle scelte effettuate) a 2 o a 14 mesi. 

Dato che avere uno storico è essenziale (da sottolineare inoltre, che nel momento in cui si passa da Universal Analytics a Google Analytics 4, purtroppo i dati non vengono conservati e quindi si ricomincia da zero) sarà essenziale dotarsi di un sistema di data management alternativo. In questo senso molto interesse sta suscitando BigQuery, un data warehouse su cloud su cui si possono esportare tutti i dati relativi agli eventi registrati da GA4 e poi eseguire query su questi dati. I dati possono essere esportati in streaming collegando la propria proprietà GA4 a BigQuery. Questo rende i dati immediatamente disponibili e lavorabili anche quando il giorno non sia ancora terminato. L’esportazione completa dei dati invece avviene una volta al giorno. Lo storage dei dati su BigQuery è gratuito fino a 10 GB. 

Come sempre Google ha rilasciato anche delle API per estrarre i dati, quelle di GA4 sono particolarmente potenti, per esempio permettono di esportare più di un milione di righe e di creare metriche completamente personalizzate.

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