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  • 29 Luglio 2022

Investire in AI oggi conviene: tutte le agevolazioni per il 2022

incentivi per AI

Investire in AI oggi conviene: tutte le agevolazioni per il 2022

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Il piano Transizione 4.0 è l’iniziativa governativa messa a punto per accompagnare le aziende nel processo di transizione tecnologica per la digitalizzazione e sostenibilità ambientale, attraverso il riconoscimento di un credito di imposta e di un fondo a disposizione delle imprese.

Oggi investire in Modelli di Intelligenza Artificiale per la propria azienda conviene non solo perché permette di raggiungere nuove frontiere di business, ma anche perché questo è l’anno in cui si possono richiedere agevolazioni speciali.

La prima di di queste è costituita dal credito d’imposta al 50%.

L’entrata in vigore del “D.L. aiuti” modifica il quadro delle misure per gli investimenti 4.0 effettuati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 (oppure entro il 30 giugno 2023, ma a condizione che, entro il 31 dicembre 2022, l’ordine sia stato accettato dal venditore e sia stato pagato un acconto pari ad almeno il 20% complessivo). 

Grazie a questa modifica l’aliquota del credito d’imposta è aumentata dal 20% al 50%, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1M €.

L’agevolazione del 50% per beni immateriali è valida per ordini effettuati entro il 31/12/2022 con progetti da realizzare non oltre il 30/06/2023.

Successivamente, le agevolazioni saranno declinate in questo modo:

  • per il 2023 è prevista un’agevolazione solo del 15%
  • per il 2024 è prevista un’agevolazione solo del 15%
  • per il 2025 è prevista un’agevolazione solo del 10%

Tutte le aziende residenti in Italia possono accedere alla richiesta, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

L’impresa dovrà conservare, pena la revoca del beneficio, la documentazione che dimostri l’effettiva spesa, stanziata correttamente sui fondi agevolabili.

Dovrà anche produrre una perizia tecnica rilasciata da ingegnere o perito industriale, o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, per dimostrare che i beni da acquistare siano effettivamente includibili nell’elenco. 

Per i beni dal costo non superiore ai 300.000 €, la perizia può essere sostituita dalla dichiarazione del legale rappresentante.

Le imprese che desiderano avvalersi del credito d’imposta devono inviare al Ministero dello sviluppo economico una comunicazione tramite pec all’indirizzo benistrumentali4.0@pec.mise.gov.it, entro e non oltre il 30 novembre 2023 per tutti gli investimenti effettuati nell’anno 2022; in modo da fornire al Ministero tutte le informazioni necessarie per monitorare l’efficacia e l’attuazione delle misure previste.

La seconda opportunità è invece costituita dal fondo previsto dalla Legge di Bilancio 2019, per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e Internet of Things.

Si potrà finalmente accedere ai fondi stanziati dal Mise, per cui sono stati messi a disposizione 45 milioni di euro, nell’ambito del Programma Transizione 4.0.

A settembre si sblocca infatti il decreto dello scorso 24 giugno, a firma del direttore generale del Ministero dello sviluppo economico Giuseppe Bronzino, ufficializza le modalità e termini di presentazione delle domande per richiedere i finanziamenti previsti dal MiSE.

A partire dal 21 settembre 2022 le imprese e i centri di ricerca pubblici o privati potranno fare domanda per ottenere – anche congiuntamente- le agevolazioni per realizzare progetti di ricerca e innovazione tecnologica:

Per semplificare la compilazione della domanda, dal 14 settembre sarà già possibile caricare la documentazione richiesta sulla piattaforma online.

I fondi stanziati ammontano a 45 milioni così ripartiti:

  • 25 milioni di euro per progetti dedicati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale;
  • 10 milioni di euro per progetti dedicati allo sviluppo della tecnologia Blockchain;
  • 10 milioni di euro per progetti di sviluppo IoT.

Le attività che possono beneficiare degli incentivi sono sostanzialmente le Piccole e Medie imprese, nello specifico:

  • le imprese che esercitano un’attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi o un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria;
  • le imprese agroindustriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • le imprese che esercitano le attività ausiliarie in favore delle imprese di cui sopra;
  • i Centri di ricerca.

Le Corporate possono accedere alle agevolazioni, purché si tratti di un progetto che preveda un’effettiva collaborazione con le PMI beneficiarie.

Le imprese e i Centri di ricerca interessati a richiedere gli incentivi per Intelligenza Artificiale, Blockchain e IoT del MiSE devono possedere, alla data di presentazione delle domande, i seguenti requisiti:

  • essere regolarmente costituiti in forma societaria ed iscritte nel Registro delle imprese;
  • godere del pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  • non essere in liquidazione volontaria o sottoposti a procedure concorsuali;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria e disporre di almeno due  bilanci approvati (questo requisito non è richiesto per i Centri di ricerca);
  • essere in regola con la restituzione degli importi previsti dai provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà, come individuata nel Regolamento GBER.

Il fondo è destinato a coprire spese e costi ammissibili non inferiori a 500 mila euro e non superiori 2 milioni di euro per domanda, in questi settori specifici: 

  • industria e manifatturiero
  • sistema educativo
  • agroalimentare
  • salute
  • ambiente ed infrastrutture
  • cultura e turismo
  • logistica e mobilità
  • sicurezza e tecnologie dell’informazione
  • aerospazio

I progetti che rientrano nelle agevolazioni devono sostanziarsi con attività di “ricerca industriale”, “sviluppo sperimentale”, “innovazione dell’organizzazione” e “innovazione di processo”, finalizzate allo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni di intelligenza artificiale, blockchain e internet of things.

Il Mise effettuerà le valutazioni istruttorie necessarie preliminari attraverso Infratel e successivamente continuerà a monitorare lo sviluppo dei progetti.



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