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Contesto

Intelligenza Artificiale per la trasformazione della tua azienda nell’era digitale.

Customer centricity

Una necessità inderogabile per poter competere

La tecnologia diffusa, la multicanalità (con la conseguente necessaria integrazione tra canali fisici virtuali) e la possibilità di connettersi ovunque hanno modificato il modo di fruire di prodotti e servizi e, di conseguenza, anche il comportamento e le aspettative dei clienti attuali e potenziali.

Le aziende non possono più permettersi di essere semplicemente product-oriented.
Il cliente è ora il vero protagonista dell’esperienza di acquisto e si aspetta quindi trasparenza, personalizzazione, velocità, emozione, coinvolgimento e soddisfazione immediata e futura.

Il cliente si esprime ora con più facilità e velocità, agevolando così l’interazione con l’azienda, che deve essere in grado di cogliere, e addirittura anticipare, i suoi bisogni, non solo quelli attuali e di breve termine, ma anche quelli latenti, con un approccio proattivo e di lungo termine.

I bisogni vanno individuati tra quelli in cui la concorrenza è debole, con la premura di utilizzare informazioni e dati sia quantitativi che qualitativi, senza basarsi solamente su sporadiche ricerche, ma cercando senza preconcetti un feedback continuo dai clienti attuali e potenziali.

Per l’azienda è molto più efficiente individuare alcuni segmenti o
cluster specifici di clienti
“di valore”
da servire meglio
degli altri, investigandone abitudini, esigenze, interessi, comportamenti
e percorsi prima e dopo
l’acquisto (il famoso customer journey).

La customer centricity è una strategia a 360° che implica un cambio di processi esterni ed interni. E questi devono essere sempre più intelligentemente automatizzati: per raccogliere più dati online e offline, eliminare il “rumore”, analizzarli velocemente, predire e agire in base a regole predefinite.

Un’incredibile quantità di fonti di dati, interne ed esterne all’azienda, strutturati e non strutturati, che crescono a grande velocità, spesso senza controllo, creando molto “rumore”. Il primo passo per comprendere come estrarre valore dai dati, è isolare dal “rumore” solamente i “segnali” più utili, gli smart data, grazie ad un mix di competenze, tecnologia e metodologia. E l’Intelligenza Artificiale ci viene in aiuto.

Il valore non risiede in qualsiasi dato disponibile, bensì in sottoinsiemi di dati che, se opportunamente identificati, elaborati ed analizzati, costituiscono un asset aziendale dal quale fare derivare azioni di business concrete.

Variety

Dati interni (CRM, Sito Web, Pagina Facebook Aziendale, …) ed esterni (Profili social dei competitor, Open Data, …).

Dati strutturati (10%)
Dati non strutturati (90%).

Fonte: IDC 2012

Velocity

Online ogni 60 secondi:

2 milioni di ricerche su Google, 2460 post su Facebook, 278 mila tweet, 83 mila $ di fatturato su Amazon, …

Fonte: Business Insider 2012

Volume

2012, 2.837 Exabytes di dati
1,8 milioni di GB di informazioni create mediamente da ogni azienda, 4,1 milioni di GB di informazioni riguardanti il business di ciascuna di esse.

2020, 40,026 Exabytes di dati previsti

Fonte: IDC 2012

Veracity

1 business leader su 3 non crede alle informazioni che usa per prendere le sue decisioni.

La scarsa qualità dei dati può costare fino a 3.1 trilioni di dollari.

Fonte: IBM mercato US 2012

Gli obiettivi di business dipendono dagli obiettivi digitali.

Dal corretto monitoraggio alle azioni di business.

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